| |
Sapevate
Perché il "regno delle Due Sicilie"
si chiamava così?
Clemente IV incoronando Carlo d'Angiò, nel
1265, parlò per la prima volta di regno delle Due Sicilie,
abbandonando per sempre il vecchio nome di regno delle Puglie La
bolla d'investitura riportata dal Summonte, così recita:
" Fu da Clemente investito Carlo [d'Angiò] Conte di
Provenza del Regno di Sicilia ultra, e citra, cioè di quell'Isola,
e di tutta la Terra, ch'è di qua dal Faro fino a' confini
dello Stato della Romana Chiesa". Da quel momento Carlo d'Angiò
fu denominato re delle Due Sicilie citra e ultra il
Faro. Sicché tutti i suoi successori e i sovrani che seguirono
furono così chiamati (ad eccezione di quattro re che succedettero
ad Alfonso d'Aragona che furono solo re di Napoli).
Giannone P., La storia civile del Regno
di Napoli, Napoli M:DCC:LXX
Qual è il significato di "est, est,
est"?
Un vescovo tedesco di nome Giovanni Fugger, viaggiava
in Italia; e poiché era molto ghiotto del buon vino, incaricò
un suo domestico di precederlo e di assaggiare il vino per tutte
le osterie esistenti lungo il tragitto, segnando sulla porta di
quelle ove trovava vino di qualità "EST", cioè
est bonum (è buono). Giunto a Montefiascone, e assaggiato
lo squisito moscato locale, trovatolo superiore a tutti i vini precedentemente
gustati, scrisse sulla porta tre volte "EST". Il vescovo
arrivato alla taverna e notando la scritta, ripetuta per ben tre
volte, vi entrò e ne bevve tanto che morì. Sulla tomba
il fedele servitore, nel Duomo di Montefiascone (chiesa San Flaviano),
fece incidere la seguente scritta:
EST, EST, EST
PR(opter) Nim(ium) EST
HIC JO(annes) DE FOUCRIS
DO(minus) MEUS
MORTUUS EST
(Est, Est, Est
a causa del molto - buon vino -
è morto
qui Giovanni Fugger, mio padrone)
Tomba e iscrizione esistono ancora presso l'altare maggiore della
chiesa.
Maineri, Est! Est! Est! o Il Vescovo beone,
Roma 1888.
Giornale di erudizione Firenze (serie 8°) 15 gennaio
1886.
Morgante G., Un tedesco in Italia, Roma 1917.
Quali misure e monete erano in uso nel Regno di Napoli?
Tomolo (misura per i grani) = litri 50,5
Ogni tomolo è composto da 2 mezzette
Ogni mezzetta = 2 quarte
Ogni quarta = 6 misure
Altra unità di misura per i grani è il carro
= 36 tomoli
Cantajo (o cantaro, misura per solidi) = Kg 89,099
Ogni cantajo è composto da 100 rotoli
Ogni rotolo è uguale a Kg 0,89
Salma (misura per l'olio) = 16 staja
Ogni stajo = Kg 9,383
Botte (misura per il vino) = 12 barili
Ogni barile = litri 45,66
Monete
Ducato = 10 carlini
Carlino = 10 grani
Grano = 2 tornesi
Tornese = 6 cavalli
Martini a. Manuale di metrologia, Torino
1883.
De Samuele Cagnazzi, Notizie sui prezzi di alcune derrate
di alimento per più di due secoli raccolte e lette nella
Società ai 30 gennaro 1809, in "Memorie della
Società Pontaniana", Vol. I, Napoli 1810.
Chi fu l'inventore delle note?
Guido d'Arezzo, vissuto tra il 900 e il 1050, era
un musicista. Fu lui a inventare le note musicali. Il papa Giovanni
XIX lo volle a Roma per apprendere la maniera nuova, da lui inventata,
per solfeggiare e leggere all'improvviso la musica.
Falchi M., Studi su Guido Monaco,
Firenze 1882
In quanti modi si annodava la cravatta nell'Ottocento?
Nell'Ottocento la cravatta era una sorta di sciarpa
ed era annodata in svariati modi. Il termine cravatta si fa risalire
alla parola 'croata' perché indossata da militari croati
al servizio di Luigi XIV; facendo parte dell'uniforme, tutti la
portavano allo stesso modo. Divenne poi parte integrante dell'abbigliamento maschile
e anche femminile, perciò i modi di annodarla risultarono
tantissimi. Ne ricordiamo alcuni: "alla conchiglia" "all'infingarda",
"alla gesuita", "alla Russa", "all'orientale",
"alla Talma "alla Bayron", "all'italiana,"
"all'americana", "all'irlandese", "alla
matematica", "all'erculea", "da ballo",
"alla collana di cavallo", "alla sentimentale",
"alla gastronoma" (questa era consentita solo agli uomini
dopo i quarant'anni e da indossare fra le 14 e le 16).
A Parigi un certo signor Stefano Demarelli aprì una scuola
per insegnare l'arte di annodare la cravatta.
Conte della Salda, L'arte di mettere la propria
cravatta insegnata e dimostrata in 16 lezioni, Milano 1827
Contini M., La moda nei secoli, Milano 1965.
|
|
Chi fu l'inventore degli occhiali?
L'invenzione degli occhiali è disputata
tra due uomini del 1300, Alessandro della Spina e Salvino degli
Armati. Secondo l'Archivio Storico Italiano, 1848, pp.397
- 633 "Alessandro della Spina ocularia ab aliquo primo facta
et communicare nolente, ipse fecit, et communicavit". Quanto
a Salvino, si sostiene che nella chiesa di Santa Maria maggiore
in Firenze esisteva una iscrizione funeraria del 1318 a lui dedicata
che precisava "inventore degli occhiali". Vedi
Del Lungo Isidoro, Firenze città nobilissima illustrata,
Firenze 1684.
Chi è 'o Munaciello?
'O munacillo è un nano con le fibbie d'argento sulle
scarpe, con la chierica e lo zucchetto rosso in testa. Può
essere buono e in tal caso è di aiuto alla casa che abita,
può essere dispettoso e allora sono guai per la famiglia
presso la quale si è installato.
Ma veramente esiste questo essere strano? I napoletani, e non solo
ne sono convinti. 'O Munaciello è entrato nella leggenda
e come tale è "il prodotto dello spirito collettivo,
del genio della stirpe e dell'anima popolare" (B: Croce).
In Lucania si chiama Monachicco,
a Potenza Munaciedd'
in Sardegna Mazzamureddu
in Calabria Auguriello
a Spezzano Albanese Monachiello
a Reggio calabria Fuddettu
in Sicilia 'Nfullettu
a Trapani Fatuzzo
E l'elenco potrebbe continuare.
Serao M., Leggende napoletane, Gazzetta
di Napoli,Napoli1993.
Monnier M., Novelle napoletane, Milano 1883
Parrino D. A., della moderna distintissima descrizione
della di Napoli, Napoli 1704
Croce B. Leggende di luoghi ed edifici di Napoli,
in "Napoli Nobilissima", vol V
Croce B., La fine del Mammone, in "Archivio
storico delle Provincie Napoletane", Napoli 1905.
Come votarono i meridionali nel 1860?
Questo l'esito delle votazioni avvenute il 22 ottobre 1860 nell'ex
Regno delle Due Sicilie, riportato da Luigi Carlo Farini:
Nella parte continentale
a favore 1. 302.064
contrari 10.302
In Sicilia
a favore 432.064
contrari 667
Ma come si svolsero le votazioni? Così Marc Monnier:
"La procedura lascia molto a desiderare. C'era un urna tra
due canestri, l'uno pieno di "si", e l'altro pieno di
"no".L'elettore votava alla presenza delle guardie nazionali
- miscuglio di pavidi e di ribaldi - e dinanzi alla folla. Il voto
negativo era difficile da dare: forse pericoloso, Nel quartiere
Monte Calvario, un uomo che aveva votato "no" e ostentava
una certa jattanza, fu punito con un colpo di stiletto."
Ad onor del vero di gente disposta a votare contro non c'era, anche
perché la maggior parte del popolo minuto che viveva nella
miseria immaginava di guadagnare da un cambio di regime. Non si
dimentichi poi che Garibaldi era stato preceduto da proclami che
promettevano "libertà, terra e lavoro". Tutto durò
l spazio d'un mattino: Quando il popolo si accorse di essere stato
ingannato cambiò casacca e acvcadde quello che accadde.
Al riguardo Massimo d'Azeglio scrisse: "Non si fonda uassociazione
umana qualunque su una serie di furberie, di perfidie e di bugie."
Marc Monnier, Diario, Historie de la conquête
desDeux Sicilies
Massimo d'Azeglio, I miei ricordi e scritti politici e
lettere, Milano 1921
Spaventa S., Lettere, scritti e documentidal 1848 al 1861,
pubblicati a cura di B. Croce, Napoli 1899
Chi fu l'inventore del Pianoforte?
Bartolomeo Cristofori era un cembalaro e
un liutaio, nato a Padova il 4 maggio 1655, attraverso successive
modifiche e perfezionamenti inventò il pianoforte.
Ponnicchi G., Il pianoforte, sue origini
e sviluppo, Firenze 1876.
Cosa erano i Poissonades?
Erano feroci libelli, ricchi di volgari pettegolezzi
nei confronti della marchesa di Pompadur, favorita di Luigi XV (1710
- 1774), il cui cognome era appunto Poisson.
|